Mamme Pazze - Bugie Bianche
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Ciao MAMME,

le bugie bianche sono le bugie “buone”, quelle bugie che diciamo ai nostri figli al solo scopo di difenderli o fagli capire l’importanza di qualcosa.

“Prendi la medicina, non è cattiva”
“Devi fare la puntura, non fa male”
“Stanotte la fatina dei denti ti porterà i soldini per il tuo dentino”
“La nonna guarirà sicuramente”

Vi suonano familiari? Sono bugie dette allo scopo di proteggere i nostri bambini da sentimenti e avvenimenti che sono ancora troppo grandi per loro. Ma quando mentiamo ci possono essere delle ripercussioni? Come fra gli adulti, essere scoperti a dire le bugie può far perdere la fiducia che hanno in noi. Perché i nostri figli dovrebbero crederci se capiscono che gli raccontiamo le bugie?
Certo molto dipende dal tipo di bugia e dalla frequenza con cui le diciamo.

Ho sempre avuto le idee molto chiare su come avrei voluto educare mio figlio e che tipo di mamma volevo essere. Ora sto provando a seguire quei propositi (anche se non sempre riesco, come avevo scritto nell’articolo 10 buoni propositi prima di diventare mamma… che non ho mantenuto!).
Ho sempre pensato che la verità sia la via migliore per avere un rapporto trasparente e di fiducia con le persone che amo. Quindi la mia scelta è stata quella di dire sempre la verità a mio figlio, perché sono sicura che i bambini sappiano accettare qualsiasi verità, l’importante è trovare il modo giusto di dirla.

Ecco come ho affrontato alcuni momenti difficili nei quali mentire è quasi naturale e dire la verità alquanto difficile.

Un esame doloroso

Quando devo portare mio figlio a fare un esame un po’ doloroso normalmente gli spiego tutto quello che dovrà fare. Per esempio quando ha dovuto fare un prelievo di sangue, ho spiegato che gli avrebbero infilato un ago, la puntura sarebbe stata un pochino dolorosa.  Gli ho spiegato perché era necessario fare quel esame, in modo che ne capisse l’importanza. Gli ho anche detto che se il dolore diventava troppo forte non doveva resistere per forza, ma lo doveva dire all’infermiera. C’è da dire che di solito le infermiere sono fantastiche con i bambini quindi aiutano tantissimo. Infine ho dato un incentivo a resistere e comportarsi bene, cioè che una volta finito tutto avremmo fatto qualcosa di bello assieme (andare al parco con scivolo e altalena, fare colazione fuori, disegnare assieme, andare in biblioteca a scegliere un libro…)
Ben preparato, alla fine mio figlio ha sopportato e si è vantato di non aver sentito niente perché è forte come Hulk!

Una medicina cattiva

Anche quando devo dare una medicina a mio figlio cerco sempre di spiegare l’importanza di quello che stiamo facendo, per far capire che nonostante non sia piacevole, è necessario. Ho detto a mio figlio che la medicina era cattiva ma che la doveva prendere per guarire.
Gli ho dato due scelte: prendere la medicina così com’è (poca ma molto amara) oppure prendere la medicina diluita (più quantità ma un po’ meno amara). Dopo la medicina gli faccio bere o mangiare qualcosa che gli tolga il sapore amaro.
Dargli la scelta lo aiuta ad affrontare l’attimo.

La fatina dei denti esiste?

A questo tipo di domande non mi piace dare delle risposte certe, perché per me non c’è una risposta uguale per tutti.
Esistono gli spiriti? Esiste la fatina dei denti? Esiste l’Isola Che Non C’è? Per me esistono, finché c’è qualcuno che ci crede. L’importante è rispettare ciò in cui crede mio figlio e rispettate le idee di tutti in generale.

La nonna guarirà?

Le malattie e la morte sono argomenti dolorosi e spinosi. D’istinto vorremmo dire ai nostri figli che tutto va bene e continuerà ad andare bene. Non sono per fare terrorismo e mettere ansia ai bambini, questo assolutamente no. Non sono nemmeno per le bugie.
Quando la nonna paterna di Morris è stata male, ne abbiamo parlato. Ho spiegato che la nonna aveva una malattia difficile da curare ma che non avremmo perso la speranza. Ho pensato che la cosa migliore fosse insegnargli ad affrontare gli avvenimenti spiacevoli con spirito positivo. La nonna fortunatamente è guarita.

Cosa c’è dopo la morte?

Quando la mia mamma è morta invece è stato molto difficile affrontare l’argomento perché il mio coinvolgimento era totale e Morris aveva solo 5 anni. Abbiamo parlato tanto di quello che pensiamo ci sia dopo la morte. Morris crede in un Paradiso e che la nonna vegli su di noi. Io gli ho detto che non lo so, ma che speravo che in qualche modo fosse fra noi e sapesse quanto la ameremo sempre. Non ho dato risposte certe, ho cercato di parlarne con dispiacere (che ovviamente c’è) ma affrontandolo con serenità (sforzandomi tanto!).
Ogni tanto mio figlio mi dice “vorrei essere un mago e far tornare la nonna in vita”.
Gli rispondo che per quanto sia bello il pensiero, la morte fa parte della vita e andare contro natura non è detto che sia una cosa positiva. La natura si ribella se cerchiamo di invertire le sue leggi.

No, questo non te lo posso dire!

A volte poi capita di non sapere proprio cosa fare e cosa dire!
“Mamma cosa vuole dire parolaccia-impronunciabile-detta-da-mio-figlio-piccolo?”
Sbianco. Ma dove avrà sentito quella parola? Balbetto…
Che dire a questo punto?
“Morris è ancora presto per spiegarti il significato perché non saprei come spiegarlo in modo adeguato. Cerca di fidarti di me per adesso, e non dirla! perché è una parolaccia”

Insomma, quando proprio non so come cavarmela, rimando. Gli spiego qualcosa e gli dico che è ancora presto, che non voglio mentirgli ma dirgli la verità è prematuro. Per fortuna ancora si fida di me e accetta le mie risposte vaghe.

Cosa ne pensate? Voi come affrontate certi discorsi delicati? Quali PAZZE bugie o verità avete detto ai vostri figli?

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Written by Camilla