Dal nido alla materna. Difficile per chi?

Dal nido alla materna. Difficile per chi?

Ciao  MAMME!

Stanotte ho sognato la maestra che Morris aveva al nido. Come spesso succede ero molto affezionata alla maestra Rosa, anzi educatrice come si definiva lei stessa. Era una seconda mamma per mio figlio e un punto di riferimento per me.

Asilo nido, un’esperienza di coccole

Portavo Morris al nido sempre con un quarto d’ora di anticipo. Mio figlio mi preparava la finta colazione nella finta cucina e bevevo un finto caffè che mi faceva iniziare la giornata bene per davvero. Trascorrevamo qualche minuto a fare questo gioco. Poi scambiavo sempre qualche parola con l’educatrice Rosa. Le raccontavo i miei problemi personali e i miei dubbi su Morris. Lei mi ascoltava e mi dava consigli preziosi. Mi parlava dei progressi di Morris o dei punti dove era necessario fare un lavoro mirato a farlo crescere meglio. Grazie all’ambiente famigliare e al rapporto stretto con la maestra, mi sentivo supportata e la giornata iniziava con una sensazione di calore e sicurezza. Lasciavo al nido mio figlio e andavo al lavoro con il sorriso sulle labbra, una bella conquista! Una vera fortuna aver fatto questa esperienza.

Insomma, nonostante Morris fosse davvero piccolo, mi sentivo tranquilla perché l’ambiente in cui trascorreva le sue giornate era pieno di stimoli, di colori, di amore e di amici. In un ambiente piccolo e dai ritmi rilassati (per noi mamme, non per le educatrici!) quello che ha fatto davvero la differenza sono state le persone. L’educatrice Rosa per me è stata una delle persone che hanno fatto la differenza.

I suoi abbracci poi mi mancano davvero molto! Era alta e formosissima e i suoi abbracci mi riportavano l’equilibrio interiore. 

Quando arrivammo alla fine del periodo scolastico del nido, i bambini si preparavano ad entrare alla scuola materna. Le maestre del nido ci dicevano che il cambiamento sarebbe stato radicale.

“Sarà un cambiamento che accuserete più voi genitori che i bimbi”

Ci spiegavano infatti che il rapporto con le maestre sarebbe stato meno stretto. Tutte le coccole alle quali eravamo abituati noi genitori non ci sarebbero state più. Alla materna il tempo era meno, i bambini erano numericamente molti di più e l’entrata a scuola significava portare i bambini e poi andarsene via subito. Giusto il tempo di dirgli “ciao”. Non c’era uno spazio dove i bambini e i genitori potessero passare qualche minuto assieme. I saluti devono essere veloci.
Nonostante l’estrema fiducia verso la maestra Rosa, pensavo che non sarebbe stato poi così drastico l’impatto. Ero ottimista. Più che altro perché per quante difficoltà ci siano, mi sembra che la scuola riesca ancora a salvarsi grazie alle persone che lavorano con passione.

Scuola materna, inizia la scuola e il distacco

Alla fine mio figlio ha iniziato la scuola materna ed è andata proprio come aveva previsto la maestra Rosa. Il lunedì mattina le mamme potevano restare un po’ di più perché era necessario fare il lettino della nanna pomeridiana. Per il resto, si entrava, si faceva togliere la giacca al proprio figlio, si lasciava la merenda e lo si accompagnava in classe, senza entrare. Ci mancava solo che li buttassimo direttamente dall’auto in corsa…!

Con le maestre il dialogo era solo alle riunioni, ma se per caso ne incrociavi una ti poteva dire una di queste due cose:
“ha già dato i soldi?” (per l’assicurazione, la gita, il materiale, l’evento, la foto….?)
oppure
“suo figlio si è comportato male!”

All’inizio non capivo niente. Mio figlio era sempre felice di andare a scuola (meno male!).
Non sapevo assolutamente nulla di come passasse le giornate in classe, perché lui non mi ha mai raccontato niente!
Le maestre o mi chiedevano soldi o mi sgridavano.
Ero passata dalle coccole della materna, dove mio figlio angelico si comportava bene, alla frenesia della materna, dove mio figlio aveva una seconda vita, che richiedeva denaro, della quale non sapevo niente, ma di certo sapevo che ogni tanto si comportava male. Ma cos’era diventato teppista tutto d’un colpo?

Mentre io vivevo uno stato di totale confusione e ansia, perché mio figlio passava 10 ore della sua giornata in un posto del quale ignoravo quasi tutto, lui faceva amicizie ed esperienze positive.
Quindi ho capito che il problema era solo mio. Le mastre della materna hanno talmente tanti bambini che non possono dedicare anche tempo ai genitori. Noi d’altra parte, ci dobbiamo fidare, soprattutto dei nostri figli. Sono loro i primi ad esternarci i loro disagi. Se i nostri figli sono sereni e felici, proviamo a rilassarci anche noi senza voler avere il controllo su tutto. In fondo, dobbiamo insegnargli a cavarsela da soli 😉

Di certo la materna ci ha fatto entrare nell’ottica della scuola! C’è sempre da sperare che le maestre sappiano valorizzare le qualità dei bambini.

Voi quali PAZZE differenze avete trovato fra nido e materna? Raccontatemi tutto nei commenti

Siamo tutte Mamme Pazze, anche tu!