Ciao MAMME!

Lo sviluppo del linguaggio del bambino va di pari passo con la sua crescita sia fisica che emotiva. È interessante osservare come le parole pronunciate dai bambini siano il riflesso delle loro esperienze e delle loro emozioni.
Verso i 3 anni per esempio mio figlio si concentrava molto nel cercare di comprendere i suoni che sentiva intorno a lui e ogni giorno, anche più volte, mi chiedeva “mamma, che cos’è quetto rumore?”. Lo chiedeva talmente tanto spesso che ancora oggi quando qualcuno dice questa frase, io e il mio compagno ci guardiamo e ridiamo.

Di seguito le fasi dello sviluppo del linguaggio del bambino in chiave ironica e personale. Vi riconoscete?

LA FASE BA-BA-BA

6 – 12 mesi

Le mamme parlano ai loro bambini da subito, già da quando i bambini sono nella pancia. Gli studi in effetti dicono che il bambino riesce a riconoscere la voce della madre.
Nei primi mesi i bambini ascoltano volentieri suoni e parole. Seguono con lo sguardo e osservano il mondo.

Quando i bambini hanno circa 6 mesi inizia il periodo della lallazione che dura fino a circa l’anno del bambino. In questa fase i bambini iniziano ad indicare gli oggetti, a salutare con la mano e sperimentano l’emissione di suoni ripetitivi.
Mi sveglio e mi dirigo subito nella camera di mio figlio. Con grande sorpresa è già sveglio, felice e tranquillo nella sua culla che parla da solo “BA-BA-DA-LA-LA-LA”.
Morris ama quando facciamo le passeggiate in passeggino e inizia il suo interminabile “LA-LA-NA-LA-LA-MA” che sembra stia cantando.

LA FASE MAMMA

1 – 12 anni

Circa ad 1 anno i bambini iniziano a pronunciare le prime parole, fra le quali “mamma”. È un’emozione davvero impareggiabile. Il bambino inizia a dire le prime parole semplici, come “mamma”, “papà”, i versi degli animali o degli oggetti e iniziano a farsi capire.
Da quando mio figlio ha imparato a dire “mamma” ne ha incrementato l’uso ogni anno di più.
Appena parlo con la vicina di casa “mamma, mamma, mamma..:”.
Appena mi squilla il telefono: “mamma, mamma, mamma…”
Appena mi siedo sul divano con un libro in mano “mamma, mamma, mamma…”.
Sicuramente questa fase finirà con la pre-adolescenza!

LA FASE DEI NO

2 anni

“No” è una parola che i bambini si sentono dire spesso, diciamolo! Da quando il bambino inizia a camminare e ad esplorare il mondo da vicino, i veti non finiscono mai.

“No, non mettere le dita nella presa”
“No, non buttare gli oggetti pesanti in faccia al nonno con gli occhiali”
“No, non giocare con il bicchiere di vetro”
“No, non toccare il peperoncino”

Verso i due anni, il bambino che riesce già mettere insieme le prime parole per formulare frasi. Inizia anche il periodo dell’opposizione, dei capricci e delle sfide ai genitori.

“Morris spegni la tv”
“No!”
“Morris andiamo a nanna”
“No!”
“Morris facciamo il bagno”
“No!”
“Morris metti via il gioco per favore”
“No!”

Il periodo dei “no” si supera con tanta pazienza, cercando di restare fermi sulle proprie posizioni e cercando di spiegare ai bambini perché chiediamo loro di fare cose. È comunque il periodo in cui, inevitabilmente, i bambini ci restituiscono tanti dei “no” che gli abbiamo detto in precedenza.

LA FASE DEL MIO

3 anni

A 3 anni i bambini sanno già fare discorsi abbastanza articolati, anche se la pronuncia delle parole resta ancora imprecisa. Per quanto mi riguarda, il modo di parlare dei bambini dei 3-4 anni è tenero e simpaticissimo!
I 3 anni sono anche l’età in cui i bambini vanno a scuola e sviluppano il concetto di proprietà.
Mentre fino al giorno prima mio figlio avrebbe prestato anche la sua casa agli altri bambini, un bel giorno non lo fa più.
Andiamo al parco muniti di 1 palla, 1 macchinina e le bolle di sapone. La palla viene subito accantonata in un angolo. Mio figlio gioca tanto con la macchinina e poi mi chiede di fare le bolle di sapone. La palla è in un angolo, dimenticata da tutti. Finché non arriva un bambino un po’ più piccolo e la prende. In quell’istante la palla interessa di nuovo anche a Morris. Un classico oserei dire. Mio figlio va subito dal bambino “è mia”. Prende la palla e torna da me. “Morris, non ci stavi giocando. Fai giocare il bambino”gli dico. “È mia”.
Ho sempre cercato di fargli capire che condividere con gli altri bambini è importante. È molto più bello giocare insieme o scambiarsi i giochi che chiudersi nel proprio “è mio” e basta. Comunque è una fase, prima o poi passa anche quella!

LA FASE DEL PERCHÉ

4 anni

Quando i bambini hanno 4 anni iniziano a farsi le domande sul mondo. Visto che il loro punto di riferimento sono gli adulti, le domande saranno principalmente rivolte a chi si occupa di loro. Talvolta i “perché” sono un susseguirsi infinito, quasi da sembrare un gioco divertente per i bambini. Per noi mamme potrebbe diventare difficile sapersi districare a volte.

“Mamma andiamo al mare?”
“Quando sarà estate andremo al mare. Ora fa troppo freddo”
“Perché?”
“Perché siamo in inverno”
“Perché?”
“Perché i raggi del sole in questo periodo scaldano meno l’Italia, dove viviamo noi”
“Perché?”
“Perché la terra è inclinata rispetto al sole e la terra non viene scaldata sempre nello stesso modo”
“Perché?”
“Hmmm.. l’inclinazione della terra dipende da tanti fattori”
“Perché?”
“Perché non sempre la risposta può essere una sola”
“….Mamma, posso guardare la tv?”
“No”
“Perchè?”
“…ho cambiato idea, puoi guardare la TV”

LA FASE DELLE PAROLACCE

6 – 99 anni

Quando i bambini iniziano ad andare a scuola e ad interagire con i bambini più grandi, inevitabilmente imparano le parolacce (se non le sanno già). Inizieranno anche a sperimentarle più spesso di quanto abbiano già fatto, in modi creativi.

“Mamma, oggi Pino a scuola ha detto bastardo.”
“Mmmm… non sta bene dire queste cose”
“Mamma, è vero che non si deve dire bastardo?”
“Vero”
“Però Pino oggi ha detto bastardo a un altro compagno di classe” poi continua “non avrebbe dovuto dire bastardo
“Morris.. sai che hai già detto quella parolaccia 4 volte?”
“Ma perché ti raccontavo di Pino che ha detto bastardo a scuola”
“Si, ma non dovresti ripeterlo ogni volta. In questo modo sei tu che dici quella parola”
“Te lo dico solo per spiegarti”
“Capito, ma ora non dirlo più”
“Va bene. Però bastardo non si dice!”

Raccontatemi se anche i vostri figli hanno attraversato queste PAZZE fasi nello sviluppo del linguaggio e come le avete affrontate?

Written by Camilla