Mamma, sul vocabolario ci sono le parolacce?

Mamma, sul vocabolario ci sono le parolacce?

Ciao MAMME!
Mio figlio frequenta la terza elementare. Quindi oltre ad iniziare a studiare quest’anno ha iniziato anche ad usare il vocabolario. Per ora non sembra essere molto portato per l’italiano, però l’uso del vocabolario gli piace. È curioso e ha pazienza di cercare le parole che non conosce.

Il fascino del proibito

Quest’anno quindi abbiamo acquistato un vocabolario adatto ai bambini e l’ho subito fatto vedere a mio figlio. Felice, si è messo subito a cercare qualche parola. Ha iniziato con fantasia, crescita e mostro.
Poi mi ha guardato con occhi furbetti e un sorriso trattenuto.

“Mamma…”
“Sì?”
“Ma nel vocabolario c’è anche la parola… sesso?”
“Sì certo”
Gli occhi si sono fatti più furbi e il sorriso meno trattenuto.
“Ma… mamma?”
“Sì?”
“Ma nel vocabolario ci sono anche le parolacce? Tipo… cazzo?”
Me lo chiede sottovoce, quasi con vergogna.
“Non dire cazzo” gli ho risposto citando il libro di Francesca Rimondi e ridendo sotto i baffi.
Mio figlio si stava per scusare, ma l’ho interrotto rispondendo alla sua domanda.
“Sì, certo, ci sono anche le parolacce”
La luce furbetta negli occhi diventa un faro.
“E….” ha quasi timore a chiedere “io posso guardare queste parole sul vocabolario?”
“Sì, certo. Tutto quello che c’è sul vocabolario lo puoi leggere.”
Il sorriso trattenuto diventa un sorriso alla Joker! Con le labbra tiratissime verso l’alto e gli occhi allegri ma con una scintilla demoniaca nello sguardo.
E così ci siamo guardati insieme tutte le parolacce che gli sono venute in mente.

Imparare divertendosi

Forse sono davvero una Mamma Pazza ad avergli permesso di guardare le parolacce sul vocabolario, ma ho fatto una scelta.
Nonostante quanto affermato da mio figlio ne che gli ho fatto, vedo benissimo che le parolacce gli piacciono, lo fanno ridere e hanno il fascino del proibito.
Gli ho sempre permesso di guardare cartoni animati, serie TV o film con un linguaggio poco adatto ai bambini. Il patto è sempre stato: “li puoi guardare finché non dici le parolacce”.
Piuttosto che rinunciare a questo privilegio (non tutti i suoi amichetti posso guardare questi programmi) non ha mai detto (o quasi) parolacce in mia presenza.

Gli ho spiegato che non ho nulla contro le parolacce e credo che ogni tanto una detta al momento giusto ci sta proprio bene e aggiunge colore al linguaggio.
Gli ho spiegato che però i bambini non le devono dire. Un bambino che dice una parolaccia è maleducato, in particolare se la dice ad un adulto. Inoltre, spesso i bambini non conoscono il vero significato delle parolacce, quindi non sanno nemmeno che tipo di offesa stanno dicendo.

Ovviamente in questo modo ho acceso la curiosità di mio figlio Morris sul significato delle parolacce e così gliene ho spiegate alcune. Altre le ha appunto guardate sul vocabolario.
Capisco perfettamente le mamme che hanno un approccio più duro del mio. Penso che sia una decisione personale che va fatta in base alla propria sensibilità e in base al carattere dei propri figli. Lato mio, ho sempre pensato che “proibire” non fa per me e Morris, preferisco spiegare, almeno finché il metodo funziona. Ovviamente resta sempre valido che va dato il buon esempio, quindi con mio figlio uso un linguaggio molto pulito. Poi recupero quando lui non c’è e non può sentire quello che dico! 😛 E mi sento nelle orecchie Francesca Rimondi che mi dice: non dire cazzo! Come il titolo del suo libro.

Cosa ne pensate del mio metodo? Quali PAZZE regole adottate per non far dire le parolacce ai vostri figli? Raccontatemi tutto nei commenti.

Siamo tutte Mamme Pazze, anche tu!