Il piccolo principe, significato e frasi celebri

Il piccolo principe, significato e frasi celebri

Ciao MAMME!
Il piccolo principe è un libro scritto con un linguaggio semplice che arriva dritto al cuore di tutti i bambini. Allo stesso tempo il significato intenso e profondo ne fanno 
un libro per adulti. Personalmente l’ho letto solo da grande, con mio figlio e sono sicura che sia una lettura imperdibile. Non è difficile capire il perché sia uno dei libri più venduti al mondo.

Titolo: Il Piccolo Principe
Autore: Antoine De Saint-Exupéry
Editore: Tascabili Bompiani
Età: 4-6 7-9 10+ da mamme

 

Trama

Il narratore della storia è un pilota di aereo che un giorno precipita nel deserto. Avendo una riserva d’acqua sufficiente solo per una settimana, inizia subito a cercare di riparare il velivolo. Nel deserto appare il piccolo principe che subito gli chiede di disegnargli una pecora. Nessun disegno lo soddisfa, fino a che il pilota non disegna una scatola che contiene la pecora. Il piccolo principe fa sempre molte domande, senza mai rispondere a quelle che gli vengono poste. Piano piano che i due conversano però si vengono a scoprire diverse cose di questo misterioso piccolo principe. La pecora gli serve perché mangi i semi cattivi delle piante di baobab.

Questi alberi infatti crescono troppo rispetto al piccolo pianeta dove sono. I baobab vanno estirpati prima che diventino troppo grandi. Il pianeta del piccolo principe è un piccolo asteroide, così piccolo che spostandosi su di esso è riuscito a vedere ben 43 tramonti in un solo giorno. Riflettendo sulla scelta di farsi aiutare da una pecora per eliminare i semi di baobab, il piccolo principe teme che l’animale possa mangiare anche il suo fiore. Egli infatti ha lasciato sul pianeta un fiore raro, unico al mondo, molto delicato, di cui lui stesso si prendeva cura.

I baobab

Quando ha deciso di andare via dal suo pianeta per esplorare altri mondi e ampliare le sue conoscenze, ha lasciato il suo fiore delicato. Il pensiero che la pecora possa mangiare il suo fiore lo preoccupa. Il pilota, vedendo molto scosso il suo piccolo amico, propone di disegnare anche uno scudo per il fiore e una museruola per la pecora. Il piccolo principe inizia a sentire molto la mancanza del suo fiore. Ripensa al suo carattere presuntuoso, si era sempre concentrato su quello. Mentre ora che è lontano capisce che avrebbe sempre dovuto gioire del suo profumo.

Durante una migrazione di uccelli, il piccolo principe ha lasciato il pianeta e inizia il suo viaggio. Prima di arrivare sul pianeta Terra ha visitato sei paesi diversi dove ha incontrato persone piuttosto bizzarre:

  • un re che governa su un pianeta disabitato
  • un vanitoso che vive solo e pensa di essere ammirato da tutti
  • un ubriacone che beve per la vergogna di essere un bevitore
  • un uomo d’affari che crede di possedere le stelle perché è stato il primo a pensarci
  • un uomo che vive in pianeta così piccolo che non riesce mai a riposare perché giorno e notte durano attimi
  • un geografo che non essendo anche esploratore non sa niente del suo pianeta.

Il piccolo principe su un prato

Infine il piccolo principe approda sulla Terra. Un posto così grande e pieno di persone, dove ci può lo stesso sentire soli. Qui incontra un serpente, che gli spiega che il suo veleno è mortale. Poi vede un giardino di rose, lo stesso fiore di cui si prende cura nel suo mondo. Questo lo intristisce molto, perché scopre che il suo fiore non è affatto unico come gli aveva detto. Infine, incontra una volpe. La volpe si lascia addomesticare. Grazie a questo incontro, al legame speciale che creano i due e alle sagge riflessioni della volpe il principe capisce una cosa molto importante. Quello che rende speciale qualcosa è il tempo e l’impegno che gli dedichiamo. La rosa è unica perché il piccolo principe si è preso cura di lei, perché l’ha addomesticata. Le altre rose sono belle e profumate ma vuote. Solo la sua rosa è unica e importante.

Il piccolo principe spiega al pilota che sta cercando di tornare dalla sua rosa. Il suo viaggi di ritorno prevede di abbandonare il corpo per ricongiungersi con l’amata rosa. In questo chiede aiuto al serpente e al suo veleno.

Il pilota non smette mai di pensare al suo piccolo amico e di chiedersi se la pecora ha mangiato la rosa.

Recensione e significato

Il pilota è il narratore della storia e rappresenta lo scrittore e gli adulti in generale. Il piccolo principe è il lato fanciullesco delle persone. Il lato bambino incontra l’adulto e racconta la sua crescita interiore. Lasciare il pianeta rappresenta una fase in cui il bambino inizia a farsi più grande e ad esplorare il mondo al di fuori di quello che già conosce. Questo richiede fatica e non tutto sembra avere senso. Crescere infatti può essere duro e non è sempre facile capire il mondo dei grandi che si sta cercando di esplorare.

Lo dimostra la carrellata di pianeti popolati da abitanti piuttosto strani. L’avarizia, la vanità, la dedizione ai soldi, possono far perdere di vista le cose importanti. Lasciarsi andare alla vergogna può creare un cerchio senza fine di comportamenti infelici, come per l’ubriaco. Non cercare soluzioni ad un problema oggettivo, come la mancanza di riposo, può portare ad all’aggravarsi del problema.

La rosa

Il bambino che osserva con innato buonsenso, coglie facilmente le assurdità e le soluzioni ideali di questi comportamenti. Ma quando si è adulti entrano in gioco tanti fattori che rendono difficile riuscire a fare la cosa giusta. Durante il suo viaggio il piccolo principe sente la mancanza della sua rosa ed è proprio l’averla lasciata che gli fa capire la sua importanza. Finché la rosa faceva parte del suo quotidiano, era una rosa piena di sé con tante pretese. Nel momento in cui è lontano tutto cambia prospettiva. Capisce che avrebbe dovuto gioire del profumo che regalava ogni giorno. La rosa era sotto la sua responsabilità e l’averla lasciata sola la mette in pericolo. Il piccolo principe sente il peso delle sue scelte che hanno coinvolto anche la piccola e delicata rosa.

La volpe

L’incontro con la volpe è determinante. La volpe si lascia addomesticare e dà una importante lezione al piccolo principe. Quello che rende speciale qualcosa, è la nostra dedizione nel prendercene cura. Dare amore e prenderci cura di qualcosa o qualcosa, lo rende unico perché facendo questo creiamo un legame. L’amore, la dedizione e i legami sono invisibili all’occhio umano. Ma vengono colti e capiti dal cuore. Questa è la lezione che la volpe regala al piccolo principe.

La volpe

La rosa

La rosa è l’oggetto dell’amore e della dedizione del piccolo principe. Per questo è importante. Per questo è unica. Come spiega la volpe, questo valore non è tangibile, non è visibile. Il valore della rosa è qualcosa che si può sentire solo con il cuore. Il piccolo principe non coglie subito il legame che si è creato fra lui e la rosa. Ma quando è lontano dalla rosa, ne capisce la sua importanza. Si preoccupa perché non si prende cura di lei, come faceva quando era sul suo pianeta. L’essere responsabile di una creatura, rende questa creature speciale. La rosa è tanto più importante quanto più tempo si è impiegato nell’accudirla. Tutto quello che si considera prezioso, è qualcosa di cui ci prendiamo cura. Come la rosa per il piccolo principe.

Frasi celebri

“Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”

“I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta”

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”

“Avrei dovuto non ascoltarlo” mi confidò un giorno “non bisogna mai ascoltare i fiori. Basta guardarli e respirarli. Il mio, profumava il mio pianeta, ma non sapevo rallegrarmene”

“Non ho saputo capire niente allora! Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole. Mi profumava e mi illuminava. Non avrei mai dovuto venirmene via! Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie, I fiori sono così contraddittori! Ma ero troppo giovane per saperlo amare”

“Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare”

“Ma sì, ti voglio bene”, disse il fiore, “e tu non l’hai saputo per colpa mia”

“Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle”

“Dove sono gli uomini?” riprese dopo un po’ il piccolo principe. “Si è un po’ soli nel deserto…” “si è soli anche con gli uomini”, disse il serpente

“Gli uomini? ne esistono, credo, sei o sette. li ho visti molti anni fa’. ma non si sa mai dove trovarli. il vento li spinge qua e là. Non hanno radici, e questo li imbarazza molto”

“Che buffo pianeta” pensò allora “è tutto secco, pieno di punte e tutto salato. E gli uomini mancano d’immaginazione. Ripetono ciò che loro si dice… da me avevo un fiore e parlava sempre per primo…”

Il piccolo principe

“Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?”
“È una cosa da molto dimenticata. vuole dire ‘creare dei legami?…”
“Creare legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”

“La mia vita è monotona… ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata”

“Non si conoscono che le cose che si addomesticano” disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo di conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici”

“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”

“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”

“Non si è mai contenti dove si sta”

“Da te, gli uomini” disse il piccolo principe “coltivano cinquemila rose nello stesso giardino… e non trovano quello che cercano…”
“Non lo trovano” risposi
“E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ di acqua…”
“Certo” risposi
“Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore”

“Cadde dolcemente come cade un albero. Non fece neppure rumore sulla sabbia”

Perché Mamme Pazze lo consiglia

La morte del piccolo principe

Il piccolo principe è un libro di educazione sentimentale. Insegna cosa significa prendersi cura di qualcosa o qualcuno. Insegna come si creano i legami speciali e perché è così importante impegnarsi per crearli. Senza i legami il nostro mondo sarebbe come il giardino di rose, un posto bello ma sentimentalmente vuoto. Quello che rende unica la nostra vita è invece la rosa del piccolo principe, ovvero le relazioni che creiamo. Pensiamo cosa significa per noi mamme per esempio. Crescere un figlio è molto (molto!) impegnativo. Però è quest’impegno che rende i bambini così preziosi ed è dal nostro rapporto con loro che derivano tantissime gioie. Le cose belle non nascono da sole, sono sempre frutto di duro lavoro! Anche la giornata tipo di una mamma è molto difficile.

Il piccolo principe ci insegna che non è tanto bello ricevere amore, quando è il dare amore che arricchisce interiormente. Amare regala emozioni forti che nessuno può togliere. Quando la volpe e il piccolo principe si separano, la volpe non è pentita di essere stata addomesticata e di aver dato amore. Per quanto dolorosa sia la separazione da una persona unica e di cui la volpe ha bisogno, è felice. Pensa che ogni volta che vedrà un campo di grano dorato, penserà ai capelli dorati del piccolo principe e questo le darà gioia. Questo ci insegna il libro. Dare amore porta emozioni forti che danno senso alla vita e regalano gioia.  Vivere intensamente ci rende davvero vivi.

Cosa ne pensate delle PAZZE storie del piccolo principe? Vi hanno commosso? Raccontatemi tutti nei commenti


Siamo tutte Mamme Pazze, anche tu!